Pensieri, incontri e pagine di vita
Ci sono riflessioni che non trovano posto in un libro.
Nascono all'improvviso, durante una passeggiata, dopo una lezione, al termine di una conferenza o davanti a un paesaggio che invita al silenzio.
Altre prendono forma lentamente, accompagnando per giorni o per mesi il corso dei pensieri, fino a trasformarsi in parole.
Questo Diario nasce per custodire quei momenti.
Non è una raccolta di notizie né un semplice spazio dedicato agli aggiornamenti.
È il luogo nel quale desidero condividere idee, ricordi, letture, emozioni e piccole esperienze che, pur non appartenendo a un libro, fanno parte del mio cammino.
Scrivere per fermare il tempo
Ogni giorno ci attraversano immagini, incontri e domande che rischiano di svanire nella fretta della vita quotidiana.
Scrivere significa concedere loro il tempo di essere ascoltate.
Talvolta sarà il ricordo di una passeggiata nei Nebrodi.
Altre volte una riflessione nata leggendo un filosofo.
Oppure il racconto di un incontro con gli studenti, di una conferenza o di una tradizione che merita di essere tramandata.
Non seguirò un calendario preciso.
Scriverò quando sentirò di avere qualcosa che valga la pena condividere.
Perché credo che anche il silenzio abbia il suo tempo.
Le pagine che verranno
In questo spazio troveranno posto:
riflessioni sulla filosofia e sulla letteratura;
ricordi legati alla Sicilia e ai suoi paesi;
tradizioni alimentari e cultura del territorio;
impressioni nate durante i miei viaggi;
incontri con lettori, studenti e amici;
pensieri che non appartengono a nessun libro, ma che meritano comunque di essere raccontati.
Ogni pagina sarà datata.
Non per seguire il tempo che passa, ma per ricordare il momento in cui un pensiero è diventato parola.
"Scrivere un diario significa affidare alla memoria ciò che il tempo avrebbe potuto cancellare."
Un invito
Se vorrai tornare a visitare queste pagine, troverai sempre qualcosa di nuovo.
Non necessariamente una risposta.
Forse una domanda.
Forse un ricordo.
Forse soltanto il racconto di un piccolo momento della vita quotidiana.
Perché spesso sono proprio le cose più semplici a lasciare le tracce più profonde.
Buona lettura
18 dicembre 2025
Questa mattina mi sono emozionato. Mi capita sempre più spesso, o meglio, è sempre stato così. Penso sia una mia caratteristica, una marca del mio essere.
Alla guida della mia auto, amica intima delle mie profonde emozioni, sulla strada che conduce da Portopalo verso Pachino, una distesa smisurata di serre che luccicano, baciate da un tiepido sole di metà dicembre.
Ho pensato a questi luoghi, ho pensato a quanti luoghi ho vissuto: luoghi profondamente diversi tra loro, paesaggi variegati che ho scoperto e palpato grazie al mio lavoro.
La mente vola e, in pochi attimi, tutti questi luoghi riaffiorano velocemente nella mia memoria.
Sono passato da una vecchia colonia marina, sgangherata e vetusta, che sopravviveva con fatica alle giornate spensierate di quei giovani che, in altri tempi, l'avevano vissuta, a terre brulle cosparse da nuraghi millenari, in prossimità di spiagge con sabbia finissima. Parlate a me estranee, gente orgogliosa della sua identità, orgogliosa e sincera.
Dopo questo lungo e indimenticabile periodo, una striscia di terra che prepotentemente si protende verso il mare, nelle cui acque si scontrarono Romani e Punici. Di fronte le isole del Dio Eolo. Panorami mozzafiato.
La sera, le luci delle case disseminate sulla costa mi permettevano viaggi onirici che mi facevano stare lontano dalla realtà, ma che tanto mi hanno fatto riflettere.